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Ansia
L'ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura, preoccupazione, non connessa ad alcuno stimolo specifico, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche.
- Dal punto di vista emozionale può causare un senso di terrore o panico, nausea e brividi, irrequietezza.
- Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all'evitare la fonte dell'ansia.
- Dal punto di vista somatico può deternimare l’aumento della pressione del sangue, della frequenza cardiaca, della sudorazione; l’alterazione delle funzioni del sistema immunitario e di quello digestivo, l’alterazione del sonno, tensione muscolare.
- Dal punto di vista cognitivo si può presentare la difficoltà a concentrarsi.
Almeno un terzo della popolazione mondiale ha avuto o potrà avere un disturbo d’ansia nel corso della propria vita. L’ansia è infatti una condizione fisiologica, utile a proteggerci dai rischi, a mantenere lo stato di allerta, a migliorare le prestazioni. Si parla in questo caso di ansia BUONA, fisiologica e funzionale. L’ansia diventa invece un LIMITE nel momento in cui causa disagio significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti.
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Attacchi di panico
Gli attacchi di panico sono periodi brevi ma molto intensi di ansia acuta, paura o disagio, che si sviluppano all'improvviso e rapidamente terminano. La sensazione vissuta è spesso quella del terrore di non riuscire a riprendere il controllo del proprio corpo, di stare per morire, o di stare impazzendo.
Una volta sperimentato il primo attacco, il soggetto attiva una particolare attenzione ai segni premonitori di un episodio successivo, e in questo stato attiva l’ansia. Si attiva così un circolo vizioso: l'anticipazione dell'ansia genera ansia - lo stato di ansia conduce alle sensazioni di panico.
I sintomi:
sudorazione; tremori fini o grandi scosse; dispnea o sensazione di soffocamento; sensazione di asfissia; dolore o fastidio al petto; nausea o disturbi addominali; sensazioni di sbandamento, di instabilità, testa leggera o di svenimento; derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi); paura di perdere il controllo o di impazzire; paura di morire; paraestesie (sensazioni di torpore o di formicolio).
Le conseguenze:
Chi soffre di Attacchi di Panico (o di disturbo di panico con o senza Agorafobia), può incontrare notevoli difficoltà nel mondo del lavoro, come in ambito scolastico e nel contesto delle relazioni familiari o di coppia.
In ambito lavorativo alcune tra le più frequenti difficoltà riportate da chi soffre di attacchi di panico riguardano in primo luogo il raggiungere il posto di lavoro, considerando l’ansia che spesso si è costretti ad affrontare nel prendere mezzi pubblici, o anche la propria auto, soprattutto di fronte al pensiero di rimanere “intrappolati” nel traffico con il timore di “sentirsi male” e non poter chiedere aiuto. Le difficoltà possono inoltre riguardare il doversi misurare con le prestazioni richieste o il rapporto con i colleghi e datore di lavoro, soprattutto considerando come la presenza di un attacco o anche la paura preventiva di esso, possono generare stress e determinare il calo delle presatzioni stesse. Persino i tentativi messi in atto dall’individuo per nascondere gli eventuali attacchi di panico di fronte agli altri possono rappresentare di per sè una fonte di stress e ansia. In tali condizioni diventa estremamente difficile affrontare serenamente il mondo del lavoro.
In ambito scolastico, in genere, gli attacchi di panico si manifestano più frequentemente durante il periodo universitario, soprattutto quando già durante le scuole superiori o inferiori la persona comincia a presentare alcuni sintomi di ansia, che possono essere associati alla prestazione scolastica, o semplicemente alla difficoltà di affrontare il mondo esterno (rispetto ai luoghi familiari) con sufficiente fiducia in sè stessi.
Riguardo al contesto relazionale, la presenza di una persona con tali sintomi spesso determina notevole disagio sia per i familiari che per il partner. Il contesto relazionale si riorganizza attorno ai “sintomi” di chi soffre del disturbo: spesso le famiglie o i partner si adattano alla situazione tanto da cambiare completamente le proprie abitudini di vita nel tentativo di offrire aiuto e assistenza alla persona che presenta gli attacchi di panico.
Perché sia presente un disturbo di panico è necessario che:
- gli attacchi di panico siano ricorrenti;
- si abbia la preoccupazione del prossimo attacco;
- si abbia preoccupazione delle implicazioni o conseguenze dell’attacco (perdere il controllo, impazzire, avere un attacco cardiaco);
- sia presente una alterazione del comportamento correlata agli attacchi.
Come si interviene:
Per poter iniziare un adeguato trattamento ò in primo luogo necessario effettuare una indagine accurata dei sintomi finalizzata alla elaborazione di una valutazione psicodiagnostica.e all’orientamento psicoterapeutico. Nei casi più gravi una visita psichiatrica può essere necessaria per l’impostazione di una terapia farmacologica.
Come richiedere una prima consulenza:
Per richiedere una prima consulenza potete contattarmi al tel. 3286636242 per concordare un appuntamento. |